Aliano dedica una Sala personale a Paul Russotto

Palazzo De Leo - Aliano

10/12/2014 2014 - Evento

Paul Russotto

Comunicato stampa


ALIANO DEDICA UNA SALA PERSONALE

A PAUL RUSSOTTO

Mercoledì 10 dicembre 2014, alle ore 18:00, ad Aliano, nel Palazzo De Leo, adiacente Casa Levi, si inaugura la “Sala Personale di Paul Russotto”, interprete storico dell’espressionismo astratto americano e profondamente legato alla Lucania (sua madre, Margherita Sarli, era originaria di Aliano), a Stigliano, dove vivono alcuni parenti, alla città di Matera, dove più volte è stato ospite insieme alla moglie Ellen, storica dell’arte che ha collaborato alle “Grandi Mostre nei Sassi”, a Castronuovo Sant'Andrea dove, nel 2011, ha partecipato all’inaugurazione del MIG. Museo Internazionale della Grafica, donando alcune sue litografie e la matrice di una xilografia.

Il Sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo, su proposta dello storico dell'arte Giuseppe Appella, da anni impegnato a ricucire l'identità culturale dei paesi lucani, ha accolto con entusiasmo la volontà del figlio dell'artista, Luca, e ha risolto in pochi mesi i problemi logistici relativi alla sede da dedicare alle 60 opere (dipinti, collages, disegni) datate 1964-2012, che ripercorrono mezzo secolo di lavoro svolto nell'ambito della “Scuola di New York” e della migliore ricerca formale americana.

Nato il 28 maggio 1944 a New York, Paul Russotto si appassiona alla pittura prima di compiere 16 anni. David Endelman, suo insegnante delle Scuole Superiori lo incoraggia a iscriversi all’Art Students League di New York. Gli anni '60 sono anni di cambiamenti, successi e incontri. Nel 1963 apre il suo primo studio a New York; del 1965 è invece la prima personale a Pasadena, patrocinata dalla sua mecenate Mary Thomas. Sempre in quegli anni conosce Ellen che diventerà sua moglie.

Negli anni '70 si trasferisce in una fattoria abbandonata a Old Saratoga ma si reca spesso a New York per visitare musei e studi di maestri da lui amati. Artista colto e autentico nel suo voler continuamente imparare, sperimentare e confrontarsi con l’arte a lui contemporanea e con quella del passato, l’opera di Paul Russotto ha radici profonde nella pittura di Rubens, Courbet, Cézanne, Picasso, Matisse, Mondrian, Mirò, Gorky, De Kooning (di cui è stato allievo), Pollok, Tobey, Diebenkorn.  

Eleanor Heartney scrive: “Russotto non solo demolisce ma anche amplia la tradizione modernista”. Infatti, il maestro newyorkese ha continuato per tutta la vita a essere “un’apprendista”, a mettersi in gioco frequentando gli ampi spazi di De Kooning e le icone della Pop Art, il vecchio studio di Esteban Vicente e la casa estiva di Harold Rosenberg che diventano suoi luoghi di lavoro.

Negli anni ’80 si dedica all’insegnamento e allo studio di varie tecniche artistiche, quali il collage, composto con frammenti di suoi disegni distrutti, e i “lucidi”, da utilizzare come disegni preparatori. Conosce, in quel periodo, molti degli artisti e scrittori legati all’Espressionismo astratto, Philip Pavia, Ibram Lassaw, James Brook, David Hare, Natalie Edgar, Mary Abbot, George McNeil, Jack Tworkov, Stanley Kunitz, diventati negli anni abituali frequentatori del suo studio e della sua casa dove Ellen, già nello staff del Metropolitan Museum of Art, aveva messo in piedi un grande archivio sulla “Scuola di New York”. Negli stessi anni, stringe preziose amicizie con Vicente Esteban, Milton Gendel, Rufus Godwin, Robert Goodnough, Herman Cherry, Frank O’Hara, Abram Schlemowitz, Alan Jones, Stanley Kunitz, Francis V. O’Connor, Brian O’ Doherty, Elizabeth Frank, Gabriella Drudi, Toti Scialoja, Harold Rosenberg, Alberto Zanmatti, Giuseppe Appella, Frank O’ Hara.

Tra il 1983 e il 1986, anno in cui tiene la sua prima personale a New York, realizza i primi disegni calligrafici ed elabora, attraverso carboncini, pastelli e gouaches, il processo di cancellazione di una linea in favore di un'altra.

Nel 1992 lavora assieme all’artista Fulvio Testa nella tenuta coltivata a vigneti “Borgo America”, in provincia di Treviso. Tra il 1994 e il 1997 viaggia molto in Italia , soprattutto in Umbria (compra casa a Todi dove trasferirà il suo studio), e in Francia, e tiene una mostra a La Scaletta di Matera. Sperimentando, come sempre, applica ricerche precedenti mentre lavora direttamente ispirandosi alla natura. Nel 2000 è uno dei 33 artisti internazionali selezionati per partecipare all’ “Omaggio a Marino Marini”, mostra che tocca le principali città italiane e francesi.

Nel 2013, alla Galleria La Stellina di Roma, viene organizzata la mostra “Gianfranco Grosso vs Paul Russotto. Son of the South”, un confronto tra due generazioni diverse ma che si muovono sul comune terreno del grande amore per l’arte che ha accompagnato Paul per tutta la sua intensa esistenza: “Penso a quell’ometto di cui parlava Picasso, che continuava a comparire attraverso i secoli, lo stesso a cui lui si sentiva vicino, soprattutto al primo, Jacques, l’uomo delle caverne. Anch’io mi sento come quell’ometto che cerca sempre di comunicare. Esco e ho un’esperienza, proprio come lui. Poi torno alla mia caverna e registro questa esperienza. È il solo modo per conoscere in modo profondo la realtà”.

Questo confronto porterà, nello stesso anno, alla preparazione dell'antologica di Altomonte, curata da uno dei suoi primi e più fedeli studiosi, Alan Jones, tra i più importanti cronisti d'arte della nostra epoca, grande esperto della Scena Pop Art, critico d'arte e autore tra l'altro della più celebre biografia di Leo Castelli.

Paul Russotto ha insegnato disegno e pittura presso la Parsons School of Design, la New York Studio School, l'Albany Institute of Art, ed è stato visiting artist in diversi centri d'arte: Vermont Studio School, Creative Arts Forum, Green Mountain College e presso l'International School of Art. Molte le personali nelle gallerie di New York, Washington DC, Albany, Chicago, New Jersey, Philadelphia, Barcellona e Hong Kong, incluse quelle presso l'American Academy of Arts and Letters e la National Academy of Design. Suoi lavori sono esposti nelle collezioni di Ciba-Geigy, General Electric, AP Fritz di Zurigo, Tokai Bank di Chicago, Metropolitan Museum of Art e Brooklyn Museum di New Yok, oltre che nelle maggiori collezioni private americane ed europee, Italia compresa.

Paul Russotto è morto in Florida, a New Port Richey, il 23 febbraio 2014.

La cerimonia di inaugurazione avrà luogo:

Aliano
ore 18,00 cerimonia di presentazione SALA CONVEGNI DEI CALANCHI via Rocco Scotellaro
ore 19,00 inaugurazione SALA PERSONALE PAUL RUSSOTTO via Carlo Levi – Palazzo De Leo adiacente Casa Confino Carlo Levi.

Orari di apertura:

invernale 10.30 / 12.30 – 15.30 / 18.00

estivo 10.30 / 12.30 – 16.30 / 19.30

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Scheda del pittore

PAUL RUSSOTTO

Interprete storico dell’espressionismo astratto americano e profondamente legato alla Lucania (sua madre, Margherita Sarli, era originaria di Aliano), Paul Russotto è nato a New York il 28 maggio 1944.

Si appassiona alla pittura prima di compiere 16 anni. David Endelman, suo insegnante delle Scuole Superiori lo incoraggia a iscriversi all’Art Students League di New York. Gli anni '60 sono anni di cambiamenti, successi e incontri. Nel 1963 apre il suo primo studio a New York; del 1965 è invece la prima personale a Pasadena, patrocinata dalla sua mecenate Mary Thomas. Sempre in quegli anni conosce Ellen Romano che diventerà sua moglie.

Negli anni '70 si trasferisce in una fattoria abbandonata di Old Saratoga ma si reca spesso a New York per visitare musei e studi di maestri da lui amati. Artista colto e autentico nel suo voler continuamente imparare, sperimentare e confrontarsi con l’arte a lui contemporanea e con quella del passato, l’opera di Paul Russotto ha radici profonde nella pittura di Rubens, Courbet, Cézanne, Picasso, Matisse, Mondrian, Mirò, Gorky, De Kooning (di cui è stato allievo), Pollok, Tobey, Diebenkorn.

Eleanor Heartney scrive: “Russotto non solo demolisce ma anche amplia la tradizione modernista”. Infatti, il maestro newyorkese ha continuato per tutta la vita a essere “un’apprendista”, a mettersi in gioco, frequentando gli ampi spazi di De Kooning e le icone della Pop Art, il vecchio studio di Esteban Vicente e la casa estiva di Harold Rosenberg che diventano suoi luoghi di lavoro.

Negli anni ’80 si dedica all’insegnamento (presso la Parsons School of Design, la New York Studio School, l'Albany Institute of Art), è visiting artist in diversi centri d'arte (Vermont Studio School, Creative Arts Forum, Green Mountain College, International School of Art), studia varie tecniche artistiche, quali il collage, composto con frammenti di suoi disegni distrutti, e i “lucidi”, da utilizzare come disegni preparatori. Conosce, in quel periodo, molti degli artisti e scrittori legati all’Espressionismo astratto, Philip Pavia, Ibram Lassaw, James Brook, David Hare, Natalie Edgar, Mary Abbot, George McNeil, Jack Tworkov, Stanley Kunitz, diventati negli anni abituali frequentatori del suo studio e della sua casa dove Ellen, già nello staff del Metropolitan Museum of Art, ha messo in piedi un grande archivio sulla “Scuola di New York”. Negli stessi anni, stringe preziose amicizie con Vicente Esteban, Milton Gendel, Rufus Godwin, Robert Goodnough, Herman Cherry, Frank O’Hara, Abram Schlemowitz, Alan Jones, Stanley Kunitz, Francis V. O’Connor, Brian O’ Doherty, Elizabeth Frank, Gabriella Drudi, Toti Scialoja, Harold Rosenberg, Alberto Zanmatti, Giuseppe Appella, Frank O’ Hara.

Tra il 1983 e il 1986, anno in cui tiene la sua prima personale a New York, realizza i primi disegni calligrafici ed elabora, attraverso carboncini, pastelli e gouaches, il processo di cancellazione di una linea in favore di un'altra.

Nel 1992 lavora assieme all’artista Fulvio Testa nella tenuta coltivata a vigneti “Borgo America”, in provincia di Treviso. Tra il 1994 e il 1997 viaggia molto in Italia , soprattutto in Umbria (compra casa a Todi dove trasferirà il suo studio), e in Francia, e tiene una mostra a La Scaletta di Matera. Sperimentando, come sempre, applica ricerche precedenti mentre lavora direttamente ispirandosi alla natura. Nel 2000 è uno dei 33 artisti internazionali selezionati per partecipare all’ “Omaggio a Marino Marini”, mostra che tocca le principali città italiane e francesi.

Nel 2013 alla Galleria La Stellina di Roma viene organizzata la mostra “Gianfranco Grosso vs Paul Russotto. Son of the South”, un confronto tra due generazioni diverse ma che si muovono sul comune terreno del grande amore per l’arte che ha accompagnato Paul per tutta la sua intensa esistenza: “Penso a quell’ometto di cui parlava Picasso, che continuava a comparire attraverso i secoli, lo stesso a cui lui si sentiva vicino, soprattutto al primo, Jacques, l’uomo delle caverne. Anch’io mi sento come quell’ometto che cerca sempre di comunicare. Esco e ho un’esperienza, proprio come lui. Poi torno alla mia caverna e registro questa esperienza. È il solo modo per conoscere in modo profondo la realtà”.

Questo confronto porterà, nello stesso anno, alla preparazione dell'antologica di Altomonte, curata da uno dei suoi primi e più fedeli studiosi, Alan Jones, tra i più importanti cronisti d'arte della nostra epoca, grande esperto della Scena Pop Art, critico d'arte e autore tra l'altro della più celebre biografia di Leo Castelli.

Molte le personali nelle gallerie di New York, Washington DC, Albany, Chicago, New Jersey, Philadelphia, Barcellona e Hong Kong, incluse quelle presso l'American Academy of Arts and Letters e la National Academy of Design. Suoi lavori sono esposti nelle collezioni di Ciba-Geigy, General Electric, AP Fritz di Zurigo, Tokai Bank di Chicago, Metropolitan Museum of Art e Brooklyn Museum di New York, oltre che nelle maggiori collezioni private americane ed europee, Italia compresa.

Paul Russotto è morto in Florida, a New Port Richey, il 23 febbraio 2014.

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